La telecamera è solo il primo livello
Le telecamere di Flock Safety sembrano normali sistemi di controllo stradale, ma il loro valore non sta tanto nell’immagine registrata quanto nel database che costruiscono. I lettori automatici identificano targhe e caratteristiche dei veicoli, associandole a luogo e orario. Una singola rilevazione dice poco. Migliaia di rilevazioni distribuite tra città e dipartimenti diversi possono invece ricostruire gli spostamenti di un’automobile nel tempo.
Ad Austin questo carattere distribuito è diventato evidente quando la città ha interrotto il proprio programma di lettura targhe. Un’indagine di KUT ha scoperto che la polizia continuava comunque ad accedere ai dati raccolti dalle telecamere Flock di altre agenzie vicine. Spegnere una telecamera, quindi, non significa necessariamente uscire dalla rete.
Quattro Tahoe da 4,5 milioni di dollari
A marzo il Texas Department of Public Safety ha acquistato quattro Chevrolet Tahoe per circa 4,5 milioni di dollari. Soltanto 600.000 dollari riguardavano i veicoli. Circa 3,9 milioni erano destinati a FalcoNet, tecnologia prodotta dalla società israeliana Cognyte, insieme a licenze, antenne e unità portatili.
FalcoNet appartiene alla categoria dei cell-site simulator, sistemi che si comportano come una stazione cellulare e inducono i telefoni nelle vicinanze a collegarsi. Questo permette alle forze dell’ordine di individuare dispositivi e seguirne la posizione anche quando non appartengono necessariamente al soggetto ricercato. Secondo la documentazione sul contratto, la tecnologia può essere installata all’interno dei veicoli, utilizzata in configurazione portatile e persino montata su un elicottero.
Visti dall’esterno, i Tahoe restano normali SUV della polizia. È l’infrastruttura contenuta al loro interno a trasformarli in sensori mobili.
Dalla targa al telefono
Flock e FalcoNet svolgono funzioni differenti, ma mostrano la stessa evoluzione. Il primo sistema parte dal veicolo e costruisce una memoria dei suoi passaggi. Il secondo parte dal telefono, identificando dispositivi presenti in una determinata area.
Non è necessario immaginare un’unica piattaforma centrale che raccolga tutto. Il fenomeno più rilevante è proprio la proliferazione di strumenti diversi che possono essere interrogati insieme durante un’indagine: telecamere, lettori di targhe, telefoni, database pubblici e privati, sistemi di analisi e software capaci di collegare informazioni provenienti da fonti differenti.
La sorveglianza digitale contemporanea diventa così meno simile a una telecamera puntata permanentemente su qualcuno e più simile a una rete di tracce che possono essere ricomposte dopo che un evento è già avvenuto.
Uno strumento investigativo potente
Queste tecnologie rispondono a esigenze reali. Individuare rapidamente un veicolo rubato, ricostruire il percorso di un sospettato, localizzare una persona scomparsa o restringere un’area di ricerca può ridurre drasticamente tempi e risorse necessari a un’indagine.
È proprio la loro efficacia, però, a rendere importante definirne i limiti. Un sistema progettato per trovare una persona specifica deve necessariamente osservare anche molte persone che non sono oggetto di alcuna indagine. FalcoNet, per esempio, rileva i dispositivi presenti nella propria area prima di poter isolare quello ricercato. Flock registra quotidianamente veicoli appartenenti in grandissima parte a cittadini non coinvolti in alcun reato.
Il problema non è quindi l’esistenza dello strumento, ma ciò che accade alle informazioni raccolte: chi può cercarle, per quanto tempo vengono conservate, quali autorizzazioni servono e quanto è possibile verificare successivamente l’uso che ne è stato fatto.
Una sorveglianza che non ha più un luogo
Per gran parte del Novecento sorvegliare qualcuno significava dedicargli risorse: seguirlo, intercettarlo, osservare un luogo specifico. L’infrastruttura digitale modifica questa logica. I dati possono essere raccolti continuamente e interrogati soltanto in un secondo momento.
Una telecamera a un incrocio, un lettore di targhe in un parcheggio e un Tahoe che attraversa un’autostrada non sembrano parti dello stesso sistema. Tecnicamente possono anche non esserlo. Ma insieme descrivono una trasformazione precisa: la capacità di ricostruire movimenti e relazioni cresce mentre gli strumenti che la rendono possibile diventano sempre meno visibili.
La domanda non è più soltanto dove si trova una telecamera. È quante informazioni possono essere collegate quando qualcuno decide di cercarci.

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